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Disarmare il pene” dice uno slogan femminista: ma che cosa c’è di più inerme? Per favore, guardatelo, guardatelo bene. Osservatelo in quei film che esibiscono poveri giovani di largo torace e di vita sottile completamente nudi, senza annebbiarne le parti anche dai liberi Greci definite pudende: e di quel povero pulcino pendulo, di un bianco malsano, con poca voglia di beccare, osereste ancora chiedere, come un coro di Cassolandre e di Pannellanti, il disarmo unilaterale? Un vero cuore femminile direbbe che c’è bisogno, piuttosto, di un po’ di riarmo. Se lo prendiamo, sia pure riguardosamente, come metaforico, quel pene da disarmare è in realtà una testa da indebolire ancora di più, una mano da rammollire.
Guido Ceronetti, La vita apparente, Adelphi, Milano 1982 (pag. 236).Posted on Luglio 23, 2010