
«Per sette anni, dal 1999 al 2005, Cosa Nostra catanese – leggo da Repubblica – avrebbe dettato tempi e ritmi della processione religiosa, controllando di fatto il business dei fuochi d'artificio e della vendita della cera, influendo persino sulle fortune di venditori di torrone e palloncini attraverso il controllo della gestione dell'associazione cattolica Circolo Cittadino Sant'Agata, che svolge un ruolo determinante nell'organizzazione dei festeggiamenti in onore della patrona di Catania». Insomma, il solito corporativismo...